Un tablet non è un telefono grande
Quattro differenze separano i due, e ognuna ha una conseguenza pratica.
Sta più lontano. Appoggiato a un supporto, steso su un tavolo, o tenuto con due mani alla distanza di lettura. Questo mette il microfono parecchio più lontano dalla tua bocca di quanto faccia un telefono, e la distanza è il fattore più grosso nella qualità del riconoscimento.
Spesso non ha i dati mobili. Moltissimi tablet sono solo Wi-Fi, il che vuol dire che lontano da una rete tutto quello che dipende da una connessione semplicemente si ferma.
È spesso condiviso. I tablet di casa vengono usati da più persone, e una tastiera che impara dalla scrittura di uno sta imparando da tutti.
Scriverci è peggio, non meglio. Una tastiera su schermo grande sembra più facile e di solito è più difficile: i tasti sono troppo lontani per i pollici e troppo piatti per scrivere a tastiera cieca, quindi si va a caccia con un dito. Questo rende la dettatura qui più preziosa che su un telefono, non meno.
Il problema della distanza, e cosa farci
È quello che decide se la dettatura su un tablet dia una sensazione buona oppure mediocre.
Tenuto alla distanza di lettura su un supporto, la tua voce arriva al microfono come un suono fra tanti nella stanza. Su un telefono tenuto vicino alla faccia, domina tutto il resto. Stesso software, ingresso parecchio diverso.
Tre rimedi, in ordine di effetto.
Prendilo in mano per dettare. Vanifica un po’ il senso di un supporto, ed è di gran lunga la cosa più efficace.
Trova dov’è il microfono. I tablet variano moltissimo nella collocazione, e spesso sta su un bordo che stai coprendo con una mano o che poggia contro una custodia.
Sporgiti in avanti. Mezzo metro più vicino fa una differenza percepibile, e non costa niente.
Se il tablet è su un supporto e lì resta, metti in conto risultati un gradino sotto quelli che la stessa app ti dà su un telefono, e scegli un modello più grande per compensare.
Il solo Wi-Fi cambia il calcolo
Un tablet Wi-Fi viene usato esattamente nei posti in cui il Wi-Fi non c’è: in treno, in macchina, in giardino, a casa di qualcun altro, in vacanza. E sono anche i momenti in cui un tablet viene usato per leggere e scrivere invece che per lavorare.
La dettatura nel cloud in tutti quei casi semplicemente non è disponibile. Non lenta: non disponibile.
LocalType fa girare il riconoscimento sul tablet stesso, a partire da un modello dentro uno spazio di archiviazione che nessun’altra app può aprire, quindi un tablet senza connessione si comporta esattamente come uno a casa. L’accesso a internet viene chiesto per uno scopo soltanto, prendere il modello che hai scelto, cosa che fai una volta sotto Wi-Fi e a cui non pensi mai più.
Per un apparecchio solo Wi-Fi non è un extra gradevole. È la differenza fra il fatto che la dettatura esista oppure no.
Tablet condivisi e dizionario personale
Se più persone usano lo stesso tablet, tutto quello che la tastiera impara è condiviso. Un dizionario personale che contiene i nomi dei tuoi colleghi è visibile a chiunque prenda in mano il tablet dopo di te, e le parole aggiunte da una persona incidono sui suggerimenti di tutti.
Non è un difetto di riservatezza, è la natura di un apparecchio condiviso, ma è meglio deciderlo apposta. Su un tablet di famiglia, tieni il vocabolario aggiunto sulle cose che usano tutti: la via, il paese, la scuola, i cognomi di famiglia. Tutto quello che riguarda il lavoro appartiene al tuo telefono.
Cosa invece su un tablet funziona bene
Una volta gestito il problema della distanza, i tablet si addicono a certi tipi di scrittura meglio dei telefoni.
I messaggi lunghi e la posta. Un tablet è il posto in cui la gente risponde alla posta rimandata sul telefono, e dettare tre paragrafi dentro uno schermo grande è più comodo che dentro uno piccolo, perché mentre controlli vedi tutto quanto.
Appunti e stesure. Un tablet su un tavolo è una superficie di scrittura decente, e alternare fra il dettare un paragrafo e il correggere con un pennino o con le dita è davvero un buon modo di lavorare.
I moduli. Qualunque cosa abbia molti campi si fa molto più in fretta parlando che scrivendo su una tastiera grande e piatta.
Leggere e rispondere. L’attività classica da tablet, in cui la risposta è sempre stata la parte fastidiosa.
I tablet anziani sono un caso comune
I tablet vengono sostituiti meno spesso dei telefoni, quindi l’apparecchio su cui stai preparando tutto ha spesso cinque o sei anni ed era di fascia media quando è uscito.
Conta, perché il vincolo del riconoscimento sul dispositivo è la memoria, e un tablet anziano di solito ne ha meno di un telefono comprato nello stesso periodo. La risposta pratica è il modello più piccolo, che gira comodo dove il più grande arrancherebbe.
I due argomenti si contraddicono, e su un tablet contano tutte e due le cose. La distanza è un argomento a favore di un modello grande; l’hardware anziano a favore di uno piccolo. Se valgono tutte e due, il rimedio non è affatto il modello: prendi in mano il tablet quando detti, e fai girare quello piccolo.
Un tablet anziano ha spesso anche pochissimo spazio libero, e l’installazione chiede per un attimo il posto per due copie del modello. Liberare spazio prima risparmia un fallimento disorientante.
Come prepararlo
Gli stessi due passaggi di un telefono, visto che un tablet è un apparecchio Android come gli altri.
Attiva la tastiera nelle impostazioni di lingua e immissione, poi selezionala dal selettore delle tastiere quando un campo di testo è aperto. Scarica il modello vocale sotto Wi-Fi prima che ti serva, e concedi il permesso al microfono la prima volta che usi il tasto.
Scegli il modello tenendo a mente la distanza. Su un telefono l’opzione di mezzo si addice a quasi tutti; su un tablet usato a un braccio di distanza, spesso la più grande vale l’attesa. Come scala: l’impostazione intermedia da 190 MB ha convertito 6,9 secondi di parlato in 4,1 secondi su un apparecchio di prova da 4 GB, e la più grande impiega grosso modo il doppio del tempo che hai passato a parlare.
LocalType gira da Android 8.0 in su e funziona sui tablet finché c’è un microfono, cosa che copre quasi tutti.
Il resto, invariato
Niente del prodotto si comporta in modo diverso su uno schermo più grande. Non serve nessun account, la pubblicità è assente, dentro il prodotto non gira nessun tracciamento del comportamento, e non viene tenuto nessun archivio delle tue registrazioni. Al backup nel cloud di Android i dati dell’app vengono negati di proposito, cosa che su un tablet vuol dire lo stesso ripartire da zero dopo un ripristino. In un campo password il tasto del microfono viene trattenuto, cosa che conta su un apparecchio usato anche da altre persone in casa.
Le diciotto lingue arrivano da un modello multilingue solo, individuate dalla registrazione invece che da un menu.
Due casi in cui non conviene
Se il tablet non lascia mai una scrivania e ci hai attaccato una tastiera vera, scrivere va benissimo e la dettatura risolve un problema che non hai.
E se è un apparecchio di famiglia condiviso, usato soprattutto per i video, installare una tastiera che cambia la scrittura a tutti in casa è un intervento più grande di quanto il beneficio giustifichi. Preparala piuttosto sul tuo telefono, dove il dizionario è tuo e nessun altro deve adattarsi.