Perché le dettature lunghe vanno storte
Quattro modi di fallire, e si sommano fra loro.
I tagli. Certe app limitano la durata di una singola registrazione, e lo scopri perdendo la fine di un paragrafo. Whisper IME, per esempio, limita le registrazioni a circa mezzo minuto, cosa che va bene per i messaggi e diventa scomoda per qualunque cosa prolungata.
Il crollo della punteggiatura. Più a lungo parli senza pause, meno prove ha il sistema su dove finiscano le frasi, quindi un fiato lungo produce un muro di testo con delle virgole in posti sorprendenti.
Perdere il segno. Mentre parli non puoi vedere quello che è stato scritto, quindi al secondo minuto hai ripetuto un punto, ne hai dimenticato un altro, e hai perso il filo della frase in cui eri a metà.
Gli incidenti con il cursore. Su uno schermo piccolo un tocco fuori posto sposta il punto di inserimento, e il paragrafo successivo atterra in mezzo a quello precedente oppure dentro una firma.
Nessuno di questi riguarda la qualità del riconoscimento. Riguardano la forma dell’attività.
Lavora a blocchi
Una sola tecnica sistema quasi tutto.
Non tentare un’unica esibizione continua. Detta un paragrafo, fermati, dai un’occhiata allo schermo, poi detta il successivo. Tre o quattro frasi per volta è più o meno la misura giusta.
Il riconoscimento lavora con confini più puliti, la punteggiatura cade meglio perché ogni blocco finisce con un punto vero, vedi il testo abbastanza spesso da mantenere l’orientamento, e se qualcosa va storto perdi un paragrafo invece di tutto.
È anche il modo naturale di parlare. Nessuno tira fuori sei paragrafi senza fermarsi, tranne quando legge ad alta voce, e leggere ad alta voce non è quello che stai facendo.
Trenta secondi di progettazione risparmiano cinque minuti di correzioni, e sono la differenza fra un testo dettato che ha bisogno di una riscrittura e uno che ha bisogno di una ripulita.
Decidi le tre o quattro cose che il messaggio deve contenere, in ordine. Di’ per prima quella principale, perché i messaggi parlati che costruiscono fino a una conclusione tendono a perdere chi legge molto prima che ci arrivi. Poi percorri il resto, un blocco per punto.
Se prima di cominciare non riesci a elencare i punti, è il segnale che il pensiero non è finito, e dettare produrrà un messaggio lungo che gira in tondo invece di uno chiaro.
Tieni il controllo del cursore
Meccanica pratica, visto che è qui che le dettature lunghe vanno storte per davvero.
Tocca dentro il campo e controlla il punto di inserimento prima di cominciare. In una risposta, assicurati di essere sopra a qualunque testo citato e sopra alla firma.
Fra un blocco e l’altro dai un’occhiata invece di leggere. Stai controllando che il testo sia atterrato dove ti aspettavi, non rileggendo. La rilettura arriva alla fine, e farla a metà flusso distrugge il ritmo.
Se più avanti devi aggiungere qualcosa in mezzo, piazza il cursore apposta e detta lì. Le parole vanno dove sta il punto di inserimento, che è una funzione e ogni tanto un pericolo.
L’altra abitudine costa più tempo, perché dà la sensazione di essere produttiva.
Fermarti a sistemare una parola spezza il ritmo che il sistema stava usando per piazzare la punteggiatura, quindi tutto quello che viene dopo l’interruzione esce un po’ peggio. Ti fa anche passare fra il produrre e il valutare, che sono modi diversi, e alternarli non fa bene a nessuno dei due.
Di’ tutto quanto. Poi leggi tutto quanto. Sistema tutto in una passata sola.
L’eccezione è un deragliamento vero, in cui hai detto qualcosa di così sbagliato che andare avanti non ha senso. Allora fermati, cancella il blocco, e ridillo dall’inizio di quel blocco invece di provare a rattoppare il centro.
Per le cose lunghe, aggiungi prima il vocabolario
I messaggi lunghi contengono più nomi propri di quelli corti, e i nomi propri sono il punto in cui la dettatura fallisce.
Prima di una dettatura sostanziosa, passa due minuti ad aggiungere i nomi che conterrà: persone, luoghi, prodotti, le sigle specifiche dell’argomento di cui scrivi. LocalType tiene quelle aggiunte sul telefono e le passa al modello vocale come contesto, così cominciano ad arrivare scritte giuste invece di chiedere una correzione ogni volta che compaiono.
In un messaggio da sei paragrafi un solo nome ricorrente può altrimenti essere sbagliato otto volte, che sono otto modifiche che non avevi bisogno di fare.
Scegli il modello in base al compito
Per la dettatura lunga il calcolo cambia.
Con le risposte brevi, la cosa che noti è l’attesa dopo che hai smesso di parlare, il che è un argomento a favore di un modello più piccolo. Con la dettatura lunga stai guardando la stanza invece dello schermo, quindi uno o due secondi di elaborazione non ti costano niente e ogni errore evitato è una modifica risparmiata.
LocalType offre tre taglie, da 60, 190 e 539 MB. Per una dettatura prolungata la scelta migliore è di solito quella di mezzo o la più grande, a meno che il telefono non sia a corto di memoria. Sull’apparecchio di prova da 4 GB l’impostazione intermedia ha trasformato in testo 6,9 secondi di parlato in 4,1 secondi, mentre la più grande impiega grosso modo il doppio del tempo che hai passato a parlare.
Qui il posto in cui detti conta di più
Una dettatura lunga è un bel po’ di tempo passato a parlare ad alta voce, il che esclude quasi tutti gli spazi condivisi.
Non è un limite del software e nessuna app lo risolve. Nella pratica vuol dire che le dettature lunghe avvengono mentre cammini, mentre guidi da un posto all’altro, a casa, o in un posto riservato, e quelli sono spesso posti con segnale scarso.
LocalType fa il lavoro sull’apparecchio, con un modello tenuto in uno spazio di archiviazione che quest’app raggiunge da sola, quindi un segnale debole non ha nessun effetto su una dettatura di cinque minuti. L’unica cosa per cui viene usato l’accesso a internet è prendere il modello che hai scelto, e non c’è un secondo impiego. Da nessuna parte esiste un’iscrizione. La pubblicità è assente, dentro il prodotto non siede nessun tracciamento del comportamento, e di quello che hai dettato non viene trattenuto nessun archivio. Il backup nel cloud di Android è tenuto lontano dai dati dell’app di proposito. Spostati dentro un campo password e il tasto del microfono non c’è.
Cosa fare quando va storta a metà
Due recuperi da conoscere, visto che una dettatura lunga ha più occasioni di deragliare di una corta.
Il blocco è venuto male. Seleziona quel paragrafo e cancellalo, invece di mettere mano alle singole parole. Ridire tre frasi porta via quindici secondi; ripararle ne porta via due minuti e di solito lascia le cuciture in vista.
Hai perso il filo. Fermati. Leggi quello che c’è. Poi riprendi dall’ultima frase completa invece che da dove credevi di essere. Provare a ricordare la forma di una frase lasciata a metà novanta secondi fa è più difficile che leggerla.
Il principio generale è che il testo su uno schermo costa meno da maneggiare di una frase tenuta in testa. Quando qualcosa va storto, guarda prima di parlare di nuovo.
La routine, in breve
Elenca i punti. Detta un blocco per punto, tre o quattro frasi ciascuno. Occhiata fra i blocchi, nessuna correzione. Aggiungi prima i nomi. Leggi tutto una volta alla fine.
Fatta così, una cosa che col pollice avrebbe portato via un quarto d’ora ne porta via due minuti, e chiede una ripulita invece di una riscrittura.